Dall'affitto con riscatto alla nuda proprietà: la crisi immobiliare spinge le forme d'acquisto «alternative»
Il motivo del suo
successo è legato alla crisi del mercato immobiliare e va ricercato in due
condizioni di fondo: la difficoltà per molte famiglie ad accedere a un mutuo (e
quindi a un acquisto "tradizionale") e il consistente stock di
invenduto (sono soprattutto i costruttori a usare questo strumento per
"muovere" gli immobili).
Secondo
un'elaborazione realizzata Immobiliare.it per Casa24 Plus, l'offerta di affitto
con riscatto è cresciuta soprattutto nelle grandi città, con una forbice che va
(nei primi dieci mesi di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2012) dal
13% di Napoli al 25% di Milano, e un'incidenza sugli annunci del nuovo che
oscilla tra il 4 e il 6%. Anche la domanda è cresciuta molto: di oltre il 40%
secondo il portale di annunci, che registra anche come i canoni praticati siano
in linea con le richieste di mercato per la locazione ordinaria.
Ma non c'è solo il rent to buy. Si diffondono alcune modalità di pagamenti a rate e, soprattutto dal lato dell'offerta, cresce la nuda proprietà (anche qui, almeno in parte, grazie a nuove formule). Anche le vendite all'asta sembrano conquistare fette di pubblico che prima non si avvicinavano a questo mondo. Il tratto comune è la ricerca di alternative che permettano di accedere a un mercato immobiliare ancora bloccato. Con i segnali positivi degli ultimi mesi ancora tutti da verificare.
Ma non c'è solo il rent to buy. Si diffondono alcune modalità di pagamenti a rate e, soprattutto dal lato dell'offerta, cresce la nuda proprietà (anche qui, almeno in parte, grazie a nuove formule). Anche le vendite all'asta sembrano conquistare fette di pubblico che prima non si avvicinavano a questo mondo. Il tratto comune è la ricerca di alternative che permettano di accedere a un mercato immobiliare ancora bloccato. Con i segnali positivi degli ultimi mesi ancora tutti da verificare.
L'ultimo dato
Istat sui prezzi registra nel secondo trimestre 2013 quotazioni in discesa di
quasi il 6% su base annua, con un trend negativo che dura da cinque anni e che
ha visto le quotazioni diminuire in termini reali del 20-25 per cento. Un calo
che non è stato ancora sufficiente a far riprendere gli scambi: secondo
l'agenzia delle Entrate, sempre nel secondo trimestre, le compravendite sono
diminuite del 9,3 per cento. Con un trend in frenata rispetto ai periodi
precedenti, ma che comunque si va sommare al crollo del 25% del 2012.
Qualche spiraglio
arriva dal sentiment degli operatori: il sondaggio congiunturale della Banca
d'Italia vede in netta diminuzione il saldo negativo tra pessimisti e
ottimisti. «Le agenzie immobiliari – nota Paolo Righi, presidente Fiaip – sono
le prime a sentire il vento che cambia, ma dopo i segnali positivi di
settembre, ora i dubbi legati alla legge di stabilità stanno portando nuova
cautela tra i potenziali acquirenti: servono invece certezze».
Le cause dello
stallo? La crisi che frena la possibilità di spesa delle famiglie; il calo dei
prezzi che scoraggia chi ha sempre visto nella casa un investimento sicuro
anche nel medio periodo; l'inasprimento fiscale che certo non aiuta. Ma il
principale indiziato è la difficoltà di accesso ai mutui che – in attesa
dell'effetto dei provvedimenti governativi (soprattutto i due miliardi messi a
disposizione da Cdp) e nonostante una domanda in leggera ripresa – restano al
palo. Secondo i dati elaborati dall'Ance per l'Homeday di martedì scorso, dal
2007 al 2012 si è registrato un crollo di oltre il 60% delle erogazioni, da
62,7 miliardi a 24,7 miliardi; e nei primi sei mesi del 2013 c'è stata una
ulteriore flessione del 18 per cento. Considerando una quota di risparmio annuo
di circa il 30% del reddito, secondo l'Ance, nel 2007 servivano tre anni per
mettere da parte i soldi per la "quota contante" necessaria per
comprare casa; nel 2013, invece, ce ne vogliono circa otto. Questo anche perché
si è ridotta sensibilmente la quota di mutuo concesso rispetto al prezzo della
casa («loan to value»).
Ecco che si
capisce perché l'interesse per l'affitto con riscatto non è una moda del
momento: il rent to buy permette infatti al potenziale acquirente di
accumulare, attraverso il versamento di un canone mensile, il capitale iniziale
che poi gli permetterà di accedere a un mutuo. Non in tutti i casi, sia chiaro,
ma per una quota di famiglie può essere almeno una forma di
"accompagnamento". «L'affitto con riscatto è sempre più praticato dai
costruttori – conferma Righi – anche se si tratta di piccoli numeri, c'è chi
entra in agenzia chiedendo informazioni al riguardo. La nostra associazione,
insieme ad altri come Confedilizia e Notariato, ha cercato di analizzare e
supportare queste formule. Quello che emerge è la necessità di collegamento tra
vari negozi giuridici, per capirne a fondo le implicazioni: ci sono i vantaggi,
ma non mancano i rischi». Tra le proposte del Consiglio nazionale del Notariato
c'è l'introduzione di un credito d'imposta sui canoni versati prima della
vendita (in modo da evitare una doppia imposizione per la parte di canone che
va a comporre il prezzo d'acquisto finale). La necessità di un inquadramento
più chiaro della materia è sottolineato anche da Alberto Girino, responsabile
commerciale Ducale, società di sviluppo immobiliare del gruppo Tecnocasa, tra
le prime a condurre a rogito casi di affitto con riscatto e con attualmente una
settantina di immobili piazzati con questo strumento (per un controvalore di 12
milioni). «Abbiamo notato – commenta – che è peggiorata la qualità della
situazione finanziaria dei clienti che si rivolgono a noi. L'esistenza di troppe
formule crea confusione: noi non proponiamo soluzioni d'affitto, condizione che
deve rimanere temporanea in vista dell'acquisto».
Non si può insomma pensare che i cosiddetti acquisti alternativi siano una panacea per il mercato: sono strumenti da maneggiare con cautela, ma di cui non sottovalutare le potenzialità.
Non si può insomma pensare che i cosiddetti acquisti alternativi siano una panacea per il mercato: sono strumenti da maneggiare con cautela, ma di cui non sottovalutare le potenzialità.
2013
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