1. Calcolo del reddito complessivo (RC)
Si individua quali sono i redditi posseduti in riferimento alle sei categorie previste dalla normativa:
l redditi fondiari;
l redditi di capitale;
l redditi diversi;
l redditi di lavoro dipendente;
l redditi di lavoro autonomo;
l redditi di impresa.
Sono escluse alcune tipologie di reddito per le quali l'Irpef non deve essere pagata (Esempio: borse di studio, assegni di ricerca universitaria, alcuni tipi di pensioni di invalidità). Ci sono comunque redditi assoggettati a tassazione separata o sostitutiva e, in quanto tali, esclusi dal reddito complessivo ai fini Irpef.
Redditi fondiari
Sono redditi derivanti dal possesso di terreni e fabbricati.
Terreni:
l dominicali: redditi fondiari;
l agrari: utilizzo del fondo per impresa agricola.
Il problema della valutazione: i terreni vengono valutati attraverso le tariffe d'estimo catastale (registro: calcolo di dimensioni, localizzazione e uso); vengono perciò valutati come reddito normale e non effettivo. Il reddito che risulterà sarà infatti quello che otterremmo al di là di situazioni straordinarie che potrebbero compromettere la produttività del terreno, il che è ovviamente diverso dal reddito che invece otteniamo con l'utilizzo e il possesso. Sta alla personale efficienza del contribuente che il reddito effettivo sia poi maggiore, minore o uguale al reddito normale.
Questa tassazione per reddito normale è stata inserita perché più facile da determinare e inoltre con finalità incentivanti (si viene tassati per il reddito normale ma si può guadagnare un reddito effettivo più alto). Le tariffe d'estimo erano state introdotte al fine di trovare un reddito normale vicino a quello effettivo (1988) ma da allora non sono mai state cambiate: sono obsolete. Oggi il reddito normale è assolutamente più basso del reddito effettivo. La tassazione perciò è molto blanda.
Fabbricati:
l destinati all'abitazione del proprietario;
l affittati a terzi;
l tenuti ad uso del proprietario.
Non devono avere a che fare con attività agricola (reddito agrario) o imprese commerciali (reddito di impresa).
Anche in questo caso c'è il problema della valutazione, perché vengono applicate tariffe d'estimo obsolete.
La casa di proprietà viene tassata per la rendita catastale che va inserita nel reddito complessivo ai fini Irpef ma è totalmente deducibile dal reddito complessivo, non è reddito imponibile (deduzioni tradizionali); la casa è un bisogno primario. Gli affittuari non vengono trattati nello stesso modo dei proprietari: possono detrarre una parte ma il loro trattamento non equipara la loro situazione a quella dei proprietari.
Redditi di capitale
Sono tutti i proventi derivati dall'impiego di capitale al di fuori dell'impresa:
l interessi;
l dividendi: utili distribuiti, che derivano dalla partecipazione in società ed enti soggetti ad Ires.
Hanno modesta rilevanza nell'ambito dell'Irpef a causa dell'assoggettamento della maggior parte di essi a regimi di imposizione sostitutivi con ritenute alla fonte. Rientrano però nel RC ai fini Irpef:
l i dividendi da partecipazione qualificata (40% del loro ammontare);
l i dividendi da partecipazione in società residenti in paradisi fiscali (100% del loro ammontare).
Partecipazione qualificata: il possesso di più del 5 o 25% di capitale sociale a seconda che la società sia qualificata oppure no.
Redditi diversi
Sono redditi che riusciamo a distinguere solo in maniera sommaria da quelli di capitale (certi nella prestazione ma incerti nell'ammontare) perché sono incerti tanto nell'ammontare che nella prestazione. Incorporano diversi generi di reddito ma in generale parliamo di plusvalenze (: differenza tra quanto si introita quando si vende qualcosa e quanto si era precedentemente pagato per acquistarla. Si tratta di una differenza positiva). Se l'attività è un titolo si parla di plusvalenza azionaria (capital gaines). Se si vende un terreno o un immobile si parla di plusvalenza immobiliare. Hanno modesta rilevanza ai fini Irpef. Solo determinate plusvalenze entrano nel calcolo Irpef:
l plusvalenze da partecipazione qualificata (RC 40%);
l plusvalenza da partecipazione a società in paradisi fiscali (RC 100%).
Stesso trattamento dei dividendi.
Redditi di lavoro dipendente
Compensi in denaro o in natura percepiti in periodi di imposta rilevante in dipendenza del rapporto di lavoro; sono calcolati al netto dei contributi sociali (TAX DEFFERAL: tassati in un momento successivo, quella della percezione). Rientrano anche tutte le forme di pensione e gli assegni di previdenza equiparati alle pensioni e i redditi assimilati al reddito di lavoro dipendente (senza contratto di lavoro dipendente ma precario).
Il reddito imponibile è il reddito lordo delle spese eventualmente sostenute per la produzione del reddito (non sono deducibili); è valutato secondo criterio di cassa, ovvero verrà tassato solo ciò che è percepito in periodo d'imposta.
Esempio
Contratto di lavoro da giugno 2007 a giugno 2008 (12 mensilità).
Mensilità tassate per il 2007: da giugno 1007 a dicembre 2007 (6 mensilità).
Mensilità tassate per il 2008: da gennaio 2008 a giugno 2008 (6 mensilità).
Sostituiti d'imposta e ritenuta a titolo d'accordo: il lavoratore dipendente e pensionato ricevono al netto dell'imposta che devono pagare, che viene trattenuta come acconto d'imposta dal datore di lavoro o dall'ente previdenza. È vantaggioso per il fisco: non ci sono possibilità d'evasione ed è facile da accertare (studi di settore: stabiliscono dei ricavi presunti per settore, così da cercare di ammortizzare l'evasione).
Reddito di lavoro autonomo
Esercizio di arti e professioni o sfruttamento di brevetti e diritti d'autore (non nell'esercizio dell'impresa).
Tassazione del reddito netto: c'è la possibilità di dedurre le spese documentate di produzione del reddito. È una possibilità molto allettante, perciò c'è stato un ricorso eccessivo per cercare di scontare il massimo. Per cercare di dare un freno sono stati introdotti dei limiti e criteri forfettari (Esempio: utilizzo dell'automobile, deducibile solo al 50%); si evita così lo “svuotamento della base imponibile”.
Reddito d'impresa
Esercizio di imprese commerciali nella forma di impresa individuali, di società di persone o di capitali.
l Se il reddito d'impresa ha a che fare con impresa individuale o società di persone (SS, SNC, SAS) e società di capitali per le quali è prevista l'opzione per il regime di “trasparenza” (non pagano l'Ires ma l'Irpef) allora si paga l'Irpef.
l La società di capitali altrimenti pagano l'Ires.
Da un lato c'è l'intenzione del legislatore di assoggettare all'Irpef il reddito complessivo delle persone fisiche; ci sono però delle limitazioni:
l redditi fondiari: su base catastale e non in termini di reddito effettivo;
l redditi di capitale: tassazioni sostitutive;
l redditi diversi: tassazioni sostitutive.
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