lunedì 29 dicembre 2014

Consigli agli stranieri che comprano casa in Italia: buona fortuna (e attenti alle sorprese)

Consigli agli stranieri che comprano casa in Italia: buona fortuna (e attenti alle sorprese)

Bella, ma complicata. L'Italia piace tanto all'estero che molti stranieri sognano di comprare qui una seconda casa. Attenzione però: se gli italiani possono sembrare spensierati, la burocrazia procura grattacapi non da poco. Con questa doverosa messa in guardia e un «Buona fortuna!», il Wall Street Journal guida il potenziale acquirente nei meandri della proprietà immobiliare in Italia.

«Le leggi sulla proprietà immobiliare in Italia sono tra le più burocratiche del mondo», dice al Wsj Paul Belcher di Ultissimo, un'agenzia londinese specializzata nella ricerca di case in Italia. «Ci sono circa 15.000 leggi immobiliari nel Regno Unito e circa 150.000 in Italia». Che si tratti di un pied-à-terre a Milano o un castello in Toscana, la procedura può tuttavia essere resa più facile con un po' di «know-how degli esperti», assicura il Wall Street Journal che, nell'articolo di Tara Loader Wilkinson, fa luce su alcune delle insidie nascoste.L'Italia «non è un paese dove comprare costa poco». Il costo complessivo della transazione immobiliare può arrivare al 12% del prezzo di acquisto, sottolinea Rupert Fawcett, responsabile dell'ufficio italiano di Knight Frank. Nei piccoli comuni – prosegue il Wsj - le norme immobiliari possono essere più burocratiche: se, per esempio, si vuole costruire una piscina in giardino, alcuni comuni chiedono una tassa di 600 euro, altri mettono il veto. Fawcett consiglia di informarsi su quali permessi il comune generalmente accetta e di incaricare quanto prima un geometra. Per maggiore tranquillità, suggerisce anche di farsi aiutare da un avvocato bilingue.Ma «le regole sono flessibili». Molti – dice Belcher - chiedono il permesso "retroattivamente" e «se necessario, pagano una multa». Il Wsj accompagna il lettore tappa per tappa: la richiesta di mutuo – «un'esperienza che può essere complicata e protrarsi a lungo» – il compromesso, il rogito notarile. Le spiegazioni sono corredate da un breve dizionario con la traduzione delle parole chiave. «Se vi siete innamorati di un posto e non volete rischiare di perderlo, potete firmare una proposta irrevocabile d'acquisto con il venditore, una volta concordato il prezzo», suggerisce il Wsj, ricordando che per gli acquisti immobiliari è necessario farsi assegnare un codice fiscale.
Non manca un po' di folclore: «Alcuni notai italiani considerano del tutto accettabile uscire dalla stanza per ‘lavarsi le mani' al momento della firma del rogito, in modo da lasciare che si scambi denaro sottobanco tra acquirente e venditore, per evitare le tasse». Una pratica vivamente sconsigliata da Belcher: «Non solo è illegale, con conseguenze sgradevoli, ma potrebbe anche rivelarsi un falso risparmio».  Le tasse sono «numerose e complicate»: imposta di registro, imposta catastale, imposta ipotecaria, Ici. In compenso, consola Andrew Hawkins, capo del dipartimento internazionale della Chesterton Humberts, la tassa sul capital gain è zero se l'immobile viene venduto almeno cinque anni dopo l'acquisto.Per finire su un tono incoraggiante, il Wsj cita il caso di una coppia britannica che è riuscita a comprare una casa con uliveto nelle Marche e la sta ristrutturando. Un processo «relativamente indolore», ma solo perché gli acquirenti si sono affidati a un agente locale raccomandato da un amico. «Altrimenti non l'avremmo fatto»". Questo articolo è stato pubblicato sul www.ilsole24ore.com di Elysa Fazzino

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