Non tutto il mercato immobiliare è in crisi: se diminuiscono del 5% le unità immobiliari classificate come abitazioni ultrapopolari, aumentano invece le compravendite di abitazioni di tipo civile (+1,6%), signorile (+1,4%) e i villini (+1,4%). Sono solo alcuni dei dati pubblicati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con la Direzione Catasto e Cartografia, che fotografa lo stock immobiliare italiano al 31 dicembre 2013. di Andrea Dari
Un rapporto completo da cui emergono molte informazioni interessanti, utili se incrociate con i dati emersi durante l’ultimoEUROCONSTRUCT che si è tenuto a Milano tra il 18 e 19 di novembre. L’Italia è un Paese in cui negli ultimi anni si è registrato una crescita importante della popolazione residente, più un milione e 350 mila abitanti negli ultimi due anni, il che farebbe presagire una maggiore richiesta di immobili, in particolare sul fronte residenziale. Le banche si sono già preparate su questo fronte e hanno aumentato da due anni l’offerta di mutui e abbassato i tassi: questa disponibilità ha già avuto effetti sul mercato nazionale. infatti tra gennaio e agosto 2014 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 15.543 miliardi di euro rispetto ai 12.089 miliardi dello stesso periodo del 2013, con un incremento su base annua del 28,6%. Un valore che dovrebbe crescere anche grazie all’istituzione del Fondo di Garanzia “prima casa”, all’interno dellalegge di Stabilità 2014, disciplinato dal recente decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ne istituisce le regole di accesso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 settembre.
L’incremento di disponibilità ha quindi riattivato il mercato, come risulta anche dalla misura delle convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà nel complesso del settore immobiliare, che è stata pari a +1,3% nel primo trimestre 2014. Un mercato che però non si comporta in modo uniforme. Se tiene sia in termini di volumi che di prezzi la nicchia degli immobili di lusso, il mercato sta privilegiando il fattore qualità: energetica, strutturale, abitativa. Sprofondano invece i prezzi degli immobili nella fascia bassa sono sprofondati, ma non hanno ancora mercato, se non nella fascia bassissima, alimentati dalla domanda della popolazione di fascia bassa.
La ripresa del mercato si misura anche dal fatto che neI semestre del 2014 i tempi medi di vendita nelle grandi città hanno cominciato a ridursi (6-7 mesi in media).
La ripresa del mercato si misura anche dal fatto che neI semestre del 2014 i tempi medi di vendita nelle grandi città hanno cominciato a ridursi (6-7 mesi in media).
In che modo questi dati potranno avere ripercussioni sul settore delle costruzioni. Dal rapporto di EUROCONSULT si evidenzia come l’Italia abbia registrato negli ultimi anno un numero di permessi di costruire molto basso - 83mila nel 2013 - in costante calo dagli oltre 300.000 degli anni pre crisi, mentre i Franciapolitiche sull’housing sociale, anche perchè da un lato è diminuita la capacità di spesa delle famiglie e dall’altro è crollata la fiducia sul “mattone” come investimento: se ancora nel 2006 la percentuale di coloro che vedevano nel mattone l’investimento ideale era il 70% e nel 2010 il 54%, nel 2011 è scesa al 43%, nel 2012 al 35%, nel 2013 al 29%, fino all’attuale 24%.
si continuano ad avere numeri importanti (377mila, ma in forte calo rispetto agli anni precedenti) e in Germania (255mila, ma in aumento). E’ presumibile quindi che l’aumento della domanda e della disponibilità del credito, la obsolescenza di parte dell’offerta e il numero limitato di immobili realizzati negli ultimi anni finirà per stimolare due mercati: ulteriormente il mercato del rinnovo e quindi delle ristrutturazioni, per rendere vendibile l’esistente, e quello del nuovo. Su questo fronte avranno un peso determinante le future
Un’ombra di ottimismo quindi per l’edilizia, e forse il segnale che il fondo è stato toccato e che si possa ripensare, almeno in alcuni settori, in modo positivo.
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